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AREA DI RIQUALIFICAZIONE FUNZIONALE

(l’asteroide con sei code che gioca a fare la cometa)

Mi sono fatto la barba con il rasoio di Occam non moltiplicando gli elementi più del necessario.

Organi interni e interinali riflessi in uno spicchio di specchio rotto.

Raggiungo una fila di case deserte, dove il suono della risacca è coperto dal ringhio dei cani da guardia.

Il bel paese delle rendite e delle finte privatizzazioni. La terra contaminata dai rifiuti dove i campi cambiano colore.

La bellezza non conta. La materia oscura è la grande questione irrisolta della fisica.

Le illusioni dissolte e l’architettura del disagio sono vittime dell’avidità. Migranti inghiottiti dal deserto.

Vivere in un universo in gran parte inaccessibile significa vivere in un mondo di infinite possibilità.

Figli viziati e educati a non assumersi responsabilità, disturbi dell’identità corporea.

Non è reato scrivere sui segnali stradali. L’empatia è un’arte che controlla la solitudine.

Nessun animale è un animalista.

Il monastero di Sumela a Trabzon. L’abito bagnato d’acqua della dottoranda in urbanistica al parco Gezi di Istanbul.

Gli spazi pubblici hanno ancora un peso simbolico e politico in grado di mobilitare i cittadini.

Crosta d’asfalto. Le pupille ristrette e i muscoli incerti.

La guarnigione inglese è imprigionata nel buco nero di Calcutta. Lo squallore che commuove. L’unica costante è il cambiamento, muta azione del contesto.

Il teatro romano di Sabratha in Libia e le rocce di erionite. Il futuro si cancella allo stato embrionale, subito dopo il verbo e la forza dei metadati.

Bisogna sottoporsi alla ricerca di sangue occulto nelle feci e mantenere le distanze d’insicurezza.

La rivincita delle parole. Nessuno dice la verità. Concezioni bigotte e settarie.

Convogli e rotaie sulle tele di Delvaux.

I sordi che usano il linguaggio dei segni per comunicare con gli altri, molto spesso lo usano anche per parlare con loro stessi. La voce delle donne, invece, ha le sue nudità.

Un nuovo cavo ultraleggero in fibra di carbonio permetterà di costruire ascensori capaci di salire sempre più in alto. Rogo nel liceo nel dialogo.

Qual è la giusta protezione per le pelli con alterazioni pigmentarie? Qual è la metrica più adatta al linguaggio della gente comune? La paralisi del formalismo e la semplicità dell’anfora.

Misteriosa pioggia di brandelli umani in Arabia Saudita. Frequenze ribelli. L’alito della sfinge del tabacco e il rossetto di Kupka.

Le occhiaie delle donne di Chabaud sembrano la metonimia della loro nefandezza. Abiti di insetti e droga per espandere la coscienza; dominanza orchestrale in giallo.

Voglio purificare il mio lavoro dalle abitudini. Imparare dagli errori, rispettare le opinioni altrui, diffidare delle certezze ostentate, rispondere alle domande retoriche.

La voracità con cui divoriamo il superfluo tra follia, anfetamine e Vivaldi. Non ho più sogni solo polluzioni notturne e non riesco mai a raggiungermi.

©Dimitri Fulignati

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